ECM FAD “Novità nel management dei pazienti con tromboembolismo venoso”

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Il corso inizierà in data 2020-09-15

Il tromboembolismo venoso (TEV) rappresenta la terza malattia cardiovascolare per frequenza dopo l’infarto e l’ictus cerebrale e l’embolia polmonare (EP) rappresenta la prima causa di morte inaspettata in ospedale. Negli ultimi anni sono stati fatti importanti progressi nella diagnostica del TEV e numerosi studi hanno permesso di inquadrare meglio il profilo di rischio nel breve termine dei pazienti che si presentano con EP permettendo una più adeguata gestione degli stessi che può andare dal trattamento trombolitico e ricovero in terapia intensiva ad una dimissione precoce. L’utilizzo degli anticoagulanti diretti orali nel trattamento e nella prevenzione secondaria del TEV è in costante aumento nella pratica clinica. Grazie alla rapida insorgenza d’azione e al prevedibile effetto dose risposta, queste molecole di ultima generazione possono essere agevolmente impiegate senza ricorrere al monitoraggio della coagulazione, con notevoli vantaggi clinici e gestionali rispetto ai tradizionali anticoagulanti orali.

I benefici clinici e la tollerabilità dell’inibizione diretta del fattore X della coagulazione nel trattamento e nella prevenzione del TEV sintomatico acuto e nella prevenzione del TEV recidivante – in particolare per quanto riguarda la minor incidenza di emorragie cerebrali maggiori rispetto ai dicumarolici – sono stati ampiamente dimostrati negli studi clinici di fase III. Il miglior profilo di efficacia e sicurezza di questi farmaci ha certamente portato a un loro più vasto e prolungato utilizzo. La ricerca clinica si è quindi focalizzata nell’identificare i principali fattori di rischio per recidiva di TEV per stabilire la durata ottimale della terapia anticoagulante. L’obiettivo di questa FAD sarà quindi quello di fornire un aggiornamento sulle recenti evidenze della letteratura riguardo alla diagnosi, all’inquadramento clinico, alla terapia in fase acuta, al rischio di recidiva ed emorragico nel lungo termine nei pazienti con TEV e quindi alla durata ottimale della terapia anticoagulante in questi pazienti.

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